Riflessioni sul volume degli scambi commerciali nel comparto dei pesci ornamentali a livello nazionale e comunitario


Il Pesce nr. 1, 2012 –  Rubrica: Commercializzazione – Articolo di Monticini P. – (Articolo di pagina 72)


Il settore del commercio dei pesci ornamentali (allevati oppure di cattura) occupa, rispetto alla valutazione in ambito di commodity a livello internazionale, una quota di mercato molto marginale; risulta comunque essere una parte molto vitale del commercio internazionale del pesce e per questo esso contribuisce in maniera positiva allo sviluppo delle popolazioni rurali, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. Dal punto di vista dei Paesi esportatori è da sempre in rapida ascesa, anche secondo le statistiche riportate sia dalla FAO sia da UNdata (http://data.un.org), inquadrandosi in un contesto di sviluppo socio-economico delle popolazioni meno abbienti, le quali, in questo modo, hanno a disposizione fonti di reddito ricavato in modo sostenibile e rinnovabile, con impatti minimi sugli ecosistemi naturali. Oggi più del 90% delle specie d’acqua dolce commercializzate a fine ornamentale risulta essere riprodotto in cattività. Il discorso risulta molto diverso per le specie marine; infatti, ancora oggi la maggior parte di queste viene pescata con metodi molto spesso non idonei, direttamente nei luoghi d’origine, contribuendo al notevole depauperamento degli ecosistemi e della barriera corallina, in particolare del Sud-est asiatico (Filippine e Indonesia).


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